LORO E NOI - 26/05/2021
 
Il proletariato non ha nazione

«Braccianti indiani dopati per non sentire la fatica. È quanto accaduto a Sabaudia, distretto ortofrutticolo dove un medico di medicina generale che prescriveva un medicinale a base di ossicodone (oppioide simile alla morfina) ai lavoratori stranieri è stato arrestato». L’indagine dei carabinieri del Nas di Latina ha portato all’arresto del medico, all’interdizione dalle professioni di un avvocato e di una farmacista, e al divieto di dimora in provincia di Latina per un uomo originario del Marocco. «I quattro soggetti, destinatari dei provvedimenti, sono indagati a vario titolo per illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, frode processuale, falso e truffa ai danni dello Stato». Edizione online del Corriere della Sera del 25 Maggio.
È pratica comune che, in alcuni distretti indiani ove si coltiva la canna da zucchero, le donne, in maggioranza appartenenti a scheduled tribe (Adivasi) o alla casta Dalit, si sottopongano a isterectomia (l’asportazione dell’utero) per evitare interruzioni al lavoro di taglio e raccolta della canna da zucchero causate da dolori o qualsivoglia necessità legata al ciclo mestruale.
Contro questa pratica si erge lo sdegno e la carità pelosa da parte delle anime belle della comunità internazionale.
Ma il capitalismo di internazionale ha la fame di profitto e l’internazionale obbligo della massima creazione di plusvalore utilizzando, per questo fine, qualsiasi mezzo a disposizione.
Non è quindi strano che anche nelle terre della italica bonifica laziale si arrivi ad utilizzare oppiacei per far reggere la fatica del lavoro nei campi ai braccianti di origine indiana.
I quattro complici della catena di sfruttamento vengono perseguiti perché arrecavano danno all’erario, e lo Stato salva la faccia.
Vengono poi accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, così anche la “pancia” nazionalista è soddisfatta.
Infine, forse saranno puniti perché hanno truffato il fisco, con piena soddisfazione delle restanti anime belle.
Insoddisfatti, come sempre e a qualsiasi latitudine, restano i proletari sfruttati. Solo l’autonoma capacità di lotta dei proletari saprà e potrà operare la catarsi da queste infamie.