LORO E NOI - 28/02/2026
 
Una montagna di soldi per le classi borghesi e la valle dei salari da fame per il proletariato

Mentre Milano Finanza online del 17 febbraio titola con entusiasmo sulle “Olimpiadi dei record” e Assolombarda calcola che l’evento varrà lo 0,4% di crescita del PIL (pari a 2,5 miliardi di euro), c’è un dato che non finisce nelle statistiche che interessano alla borghesia: il costo umano pagato dalla classe sfruttata. Sempre dall’articolo di Milano Finanza: «Tra i settori che hanno beneficiato della maggior ricaduta economica ci sono le costruzioni (57 milioni) e i trasporti (51 milioni), ma il primo fra tutti è l’ospitalità (139 milioni). Airbnb conta 155 mila presenze nelle proprie strutture».
Sotto la superficie dorata dei grandi appalti emerge l’altra faccia della medaglia: quella di migliaia di lavoratori salariati che – nei cantieri delle infrastrutture o nei servizi di supporto – si ritrovano con contratti da fame, turni massacranti e paghe che in alcuni casi arrivano all’insulto. Come riporta un’inchiesta de il Fatto Quotidiano online del 20 febbraio: «Tre euro netti per pulire una stanza che viene venduta a 800 euro a notte». Ecco un ennesimo, apparente paradosso, in realtà molto logico nel sistema di produzione capitalistico: il primo settore per introiti è proprio quello alberghiero, e proprio in quel settore risultano meno tutele e meno salario per i lavoratori. I profitti arrivano alla borghesia e alla piccola borghesia, ma si fermano nelle loro tasche; per chi sta, fisicamente, direttamente portando avanti l’evento restano solo briciole e disperazione. Mentre lo Stato borghese blinda i profitti e le garanzie per i grandi investitori, il lavoratore resta l’unico a non avere uno “scudo” contro l’inflazione e il carovita. Possiamo assolutamente affermare che il record che riporta Assolombarda poggia sulle spalle di chi viene sfruttato. Tutti applaudono al “modello italiano” e alla sua capacità di generare profitto; ovviamente nell’ombra deve rimanere il proletariato, a subire le contraddizioni del capitalismo. Questi sono i tempi di una borghesia sempre più agguerrita e di un proletariato sempre più schiacciato economicamente, sindacalmente e politicamente. Ma la lotta di classe vive di fasi alterne, in cui molto può cambiare, anche con svolte repentine. Sta al proletariato, qui e ora, dotarsi delle armi teoriche e organizzative per impostare la propria battaglia nel prossimo ciclo di lotte.