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Change the World…
Il Corriere della Sera (24 marzo) ha descritto con toni vibranti e grande partecipazione ideale ed emotiva l’appuntamento del Change the World Model United Nations 2026 («il più grande forum internazionale giovanile» per «futuri diplomatici»).
Ci permettiamo di tradurre l’iniziativa in termini nostri e meno aulici: alcune migliaia di figli di borghesi si ritroveranno, con l’accompagnamento del cantautore di turno, a simulare i lavori di quel covo di ipocrisie e di parassitismo imperialistici che si chiama Onu.
La truculenta retorica trumpiana e le mielose sceneggiate onusiane sono due facce della stessa violenza di classe, dello stesso inganno.
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