LORO E NOI - 15/04/2026
 
Voi esistete!

Il presidente Donald Trump, in uno dei suoi innumerevoli “colpi di teatro”, si è fatto recapitare un ordine da McDonald’s direttamente nello Studio Ovale, intrattenendosi con la rider Sharon Simmons sotto i riflettori della stampa, come riportato da la Repubblica in data 13 aprile (versione online): «La scena è avvenuta alla Casa Bianca ed è stata usata anche per rilanciare la sua proposta di tagliare le tasse sulle mance. Davanti alle domande dei cronisti, il presidente ha scherzato sull’ordine “non preparato” e ha invitato la lavoratrice a restare con lui, trasformando una consegna di hamburger e patatine in un piccolo evento mediatico».
Nell’agone politico questo, probabilmente, programmato siparietto ha scatenato in ambito democratico, ilarità, ironia e sarcasmo. Ma concentriamoci un momento sul perché profondo di una tale mossa mediatica. Un elemento importante della base del consenso trumpiano risiede nel voto in libera uscita della classe lavoratrice americana (soprattutto bianca). Trump si è “accorto” dell’esistenza di questa componente sociale, ormai da tempo dimenticata soprattutto dall’ambiente politico che fa riferimento al Partito Democratico. A questi lavoratori dice a gran voce: “voi esistete!”, anche se poi nel concreto delle sue politiche continua a garantire e tutelare senza sosta il loro sfruttamento.
Trump è un miliardario, un borghese, un rappresentante della classe sfruttatrice americana, eppure riceve consenso da una parte non irrilevante della classe sfruttata, dei proletari, perché “si accorge di loro”, non nega la loro stessa esistenza, come invece ha fatto per svariati decenni gran parte dell’attuale opposizione democratica.
La mossa mediatica trumpiana si presta alla presa in giro, alla messa in ridicolo, alla creazione infinita di “meme”, ma sottende un’azione politica opportunista che deve essere presa in considerazione da chiunque intenda rappresentare, per davvero, gli interessi della classe lavoratrice. Sottovalutare questo aspetto, significa non solo votarsi all’incomprensione effettiva di un fenomeno reale, ma disarmare una classe operaia, dissanguata e per troppo tempo vilipesa, come la classe operaia statunitense.