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Inferno proletario e paradiso borghese
Dal Corriere della Sera del 13 aprile, inchiesta “L’Europa siamo noi” (verrebbe da chiedere quale Europa e noi chi?):
Anno 2026 - Senzatetto in sistemazioni d’emergenza in Irlanda 17.300, a Dublino 12.300.
Anno 2022 - Senzatetto in sistemazioni d’emergenza in Irlanda 9.500, a Dublino 6.900.
Anno 2018 - Senzatetto in sistemazioni d’emergenza in Irlanda 9.900, a Dublino 6.400.
Anno 2014 - Senzatetto in sistemazioni d’emergenza in Irlanda 3.900, a Dublino 2.800.
«Ci sono persone in alloggi di emergenza di ogni età. Bambini con le loro famiglie, ventenni. I numeri più alti sono nella fascia tra i 25 e i 44 anni. Ma questi sono solo quelli nelle strutture ufficiali. Chi dorme sul divano di qualcuno, chi vive in macchina, chi dorme per strada — loro non vengono contati». Lo riporta Ber Grogan, direttore esecutivo di Simon Communities of Ireland, una ong di aiuto ai senzatetto.
Altri numeri riguardano gli sfratti, numeri che descrivono la portata di questa ennesima riproposizione della “questione delle abitazioni”, connaturata nel sistema capitalistico: «Tra il 2023 e il 2025 gli avvisi sono stati circa 55.000. Il 61% emesso perché il proprietario ha dichiarato l’intenzione di vendere: in Irlanda è possibile a contratto in corso».
Il Corriere cerca di andare alle radici di questa situazione, riconducendole al 2013: «quando l’Irlanda si riprendeva dal bailout della Troika. Il governo introdusse i fondi speculativi per attrarre investimenti: comprarono interi blocchi di appartamenti a prezzi stracciati, da affittare a rendita. Lo Stato smise di costruire, tagliando i finanziamenti all’edilizia sociale. Tra il 2010 e oggi gli affitti sono aumentati del 115%, i prezzi d’acquisto del 179% dal 2013. La corporate tax al 12,5% aveva invece attirato i giganti del Big Tech americano, e con loro lavoratori ben pagati, quasi gli unici a potersi permettere i nuovi canoni».
La sintesi di Alison Gilliland, ex Lord Mayor di Dublino e per anni presidente della commissione housing del Comune: «Hanno ridotto quasi a zero la tassazione sugli utili degli affitti per rilanciare il settore edilizio. E questo ha incoraggiato la mercificazione della casa — costruire per investire invece di costruire per dare un tetto alle persone. La situazione è degenerata, e ora è completamente fuori controllo».
Insomma, il quadro è chiaro: il consesso di briganti europei e internazionali chiamato Troika e le autorità nazionali asservite agli interessi borghesi, in piena sinergia, hanno spianato la strada al capitale perché potesse fare al meglio quello che è nella sua natura: macinare profitti sulla pelle dei proletari, trasformare sistematicamente una realtà sociale, un territorio in un paradiso per gli investitori e in un inferno per la popolazione che non rientra in questi piani di arricchimento.
Ad aggiungere la ciliegina marcia su questa fetida torta ecco puntuali i partiti di estrema destra, che ovviamente danno la colpa della crisi abitativa agli immigrati: la solita fasulla “rivoluzione” che divide il proletariato, non nuoce alle classi dominanti (che, anzi, vedono il risentimento degli sfruttati e delle vittime della speculazione edilizia dirigersi verso comodi obiettivi) e fornisce ai politicanti occasioni di carriera.
Che sia la Grande Carestia che nell’Ottocento si abbatté sull’Irlanda o che sia l’odierna crisi abitativa, non c’è nulla di “naturale”, di inscritto nelle sacre leggi di una generica e sempiterna “economia”. Sono gli orrori della società divisa in classi, i crimini delle classi dominanti. |