LORO E NOI - 12/06/2026
 
Marxisti artificiali?

Non siamo esperti del settore dell’intelligenza artificiale e non ci interessa disquisire in questa sede se le attuali forme di AI possano un giorno acquisire coscienza e consapevolezza di sé.
Ci interessa invece approfondire certe tematiche che vanno nel senso della individuazione della contraddizione capitale-lavoro.
Stando a quanto riportato dalla rivista Wired (versione online) del 20 maggio, uno studio della Stanford University avrebbe rilevato che: «Quando abbiamo assegnato agli agenti AI attività ripetitive e logoranti, hanno iniziato a mettere in discussione la legittimità del sistema in cui operavano e si sono mostrati più propensi ad abbracciare ideologie marxiste».
In realtà non è che gli agenti AI abbiamo acquisito coscienza dello sfruttamento, ma semplicemente, trovandosi in un sistema simulato di oppressione, si sono comportati come se fossero degli sfruttati ed hanno agito di conseguenza, impersonando il ruolo di chi appartiene alla classe subalterna.
Infatti l’articolo in seguito chiosa: «[…] i modelli potrebbero semplicemente assumere personalità che ritengono adatte alla situazione in cui si trovano. […] I pesi del modello non sono cambiati in seguito all’esperienza, quindi qualunque cosa stia succedendo è più un gioco di ruolo», e, aggiungiamo noi, un ruolo già presente nel sistema stesso.
Quindi, una società, concreta, ha prodotto miliardi di informazioni che l’intelligenza artificiale ha elaborato, catalogato e utilizzato per la creazione delle risposte “comportamentali” dei propri agenti.
Potremmo dire che anche da un punto di vista “semantico” è quindi ben presente la contraddizione capitale-lavoro, alla base dell’attuale divisione in classi della società. Gli agenti AI non sono diventati “marxisti” perché sfruttati, hanno semplicemente fatto emergere la contraddizione insita nell’attuale società capitalista, basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. E questa contraddizione nessuna ideologia è in grado di oscurare a lungo, nemmeno nei confronti dei freddi algoritmi dell’intelligenza artificiale.